Cos'è un Biofiltro?

Hai problemi di Odori? Vuoi abbattare le emissioni odorigene?

 

 

Hai già un biofiltro?

Come migliorare le prestazioni? Inoculazione?

 

 

FAQ BIOFILTRO

Informazioni Base

Cos'è la biofiltrazione?

La biofiltrazione è una tecnica di abbattimento di odori e sostanze gassose inquinanti per via biologica, cioè realizzata da organismi viventi.

A cosa serve un biofiltro?

Il biofiltro serve ad abbattere odori e inquinanti gassosi altrimenti sprigionati in atmosfera.

Come è fatto un biofiltro?

Un biofiltro è composto da un contenitore di materiale filtrante (materiale vegetale come

radici, cortecce, cippato) in cui viene insufflata l’aria carica di odori e inquinanti.

Come funziona un biofiltro?

L’aria carica di inquinanti viene degradata da microrganismi (batteri, funghi, ecc) che vivono sul materiale filtrante. Determinate condizioni fisiche favoriscono la crescita dei batteri, i quali si nutrono degli inquinanti immessi nel biofiltro tramite il sistema di aspirazione.

Quanto è efficiente la biofiltrazione?

In condizioni ottimali di esercizio, un impianto di biofiltrazione riesce a raggiungere livelli di abbattimento superiori al 95%. Tale performance restano quesi costanti nel tempo, diminuendo solo leggermente nel corso degli anni.

Un biofiltro funziona subito appena installato?

No, la biofiltrazione si basa su popolazioni batteriche che si devono formare sul biofiltro, quindi occorrono dai 2 ai 3 mesi di tempo affinchè tali batteri siano presenti in un numero adeguato. Esistono inoculi batterici per accelerare i tempi di attivazione.

Si possono accelerare i tempi di attivazione di un biofiltro?

Sì, esistono inoculi batterici che accelerano la formazione di popolazioni batteriche nel biofiltro, riducendo i tempi per l’avviamento da mesi a qualche settimana.

Ho un problema di odori sgradevoli, come mi comporto?

Innanzitutto, occorre rivolgersi a specialisti del settore dell’olfattometria. Le analisi chimiche suggeriranno le dimensioni più adatte degli impianti di biofiltrazione.

Come controllo il problema degli odori?

Esistono laboratori e aziende specializzate che compiono indagini sul campo, forniscono consulenze, suggeriscono soluzioni per l’abbattimento degli odori.

Cosa devo controllare in un biofiltro?

Giornalmente, parametri come l’umidità, la temperatura e la velocità di efflusso dal biofiltro. Inoltre, occorre che scrubber, sistema di irrigazione e ventilatori siano stati progettati con criterio e svolgano appieno la loro funzione.

Quali sono i campi d’applicazione dei biofiltri?

Impianti di compostaggio, digestioni anaerobiche, stazioni di trasferimento e pretrattamento rifiuti, impianti di trattamento fanghi, industrie tessili, alimentari, mangimistiche, petrolchimiche, conciarie, allevamenti e macelli.

Cosa occorre per dimensionare un biofiltro?

La quantità di aria da depurare, cioè la portata (che può variare da poche decine a centinaia di migliaia di metri cubi), e la qualità dei composti gassosi.

Quanto materiale filtrante occorre in un impianto di biofiltrazione?

Basta dividere la portata d’aria da trattare, in Nmc/h, per 100 (carico specifico volumetrico). Si ottiene dunque il volume approssimato del materiale filtrante.

Come stimo l’ingombro del biofiltro?

Occorre partire dal volume di materiale filtrante e dividere per 2 (altezza massima del biofiltro) per ottenere l’area di ingombro minima, oppure per 1 (altezza minima del biofiltro) per ottenere l’area di ingombro massima.

Se c’è poco spazio, come posso installare il biofiltro?

Il dimensionamento del biofiltro deve considerare le disponibilità del sito; in qualche caso, è possibile realizzare anche biofiltri sormontati uno sull’altro, nel caso di biofiltri modulari in container.

FAQ BIOFILTRO

Informazioni Avanzate

Che grado di abbattimento permette la biofiltrazione?

La biofiltrazione, nei confronti degli odori, permette un’efficienza di abbattimento elevata
(maggiore del 95%), mentre per i singoli composti occorre considerare tempi di residenza,
biodegradabilità, tossicità e solubilità.

Come si comportano i biofiltri verso i VOC (Composti organici Volatili)?

I Composti Organici Volatili costituiscono un grosso insieme di composti organici
caratterizzati da elevata volatilità. Si trovano concentrazioni elevate nel campo della
produzione di vernici, resine e adesivi. La biofiltrazione realizza elevate efficienze di
abbattimento della maggior parte di questi composti.

Ogni quanto occorre cambiare materiale filtrante in un biofiltro?

La durata del materiale filtrante dipende dalla qualità del materiale e dalle condizioni di
esercizio dell’impianto: normalmente la durata è stimata in almeno 2/3 anni, ma esistono
casi più critici in cui il materiale dura meno di 1 anno. In questi ultimi casi la biofiltrazione
potrebbe non essere la scelta più adatta per l’abbattimento di inquinanti.

Quanto pesa il materiale filtrante vecchio? e quello nuovo?

Il peso del materiale filtrante dipende dalla sua qualità e dal contenuto d’acqua:
generalmente un metro cubo di materiale esausto può pesare fino a 700 kg, mentre quello
nuovo è decisamente più leggero (300/350 kg)

Qual è il materiale filtrante migliore?

Esistono materiali di diversa natura e pezzatura: le radici di conifere/latifoglie sono
preferibili perchè permettono una buona durata del materiale, hanno caratteristica
“portante” (non si schiacciano sotto il peso degli strati superiori, non creano zone
anossiche) e offrono ottimi livelli di porosità e contenuto idrico.

Come posso aumentare l'efficienza del mio biofiltro?

Tramite il mantenimento delle condizioni ottimali (pH, temperatura, contenuto idrico,
umidità dell’aria, apporto di ossigeno), nonché delle normali operazioni di manutenzione e
pulizia. Rivoltamento, inoculi batterici e infine il ripristino del materiale filtrante possono
aumentare l’efficienza dell’impianto.

Quale manutenzione occorre svolgere in un biofiltro?

Le normali operazioni di pulizia e controllo dei parametri fisici permettono al biofiltro di
funzionare correttamente. Non son richieste ulteriori operazioni.

Il biofiltro sta perdendo la sua efficienza: come posso riattivarlo?

Spesso il calo di prestazioni è dovuto all’utilizzo di parametri fisici (temperatura, umidità,
ecc) non corretti. Rivoltamenti del materiale filtrante, inoculi batterici e una corretta
impostazione dei valori fisici possono migliorare l’efficienza del biofiltro.

A che velocità può fluire il gas in uscita dal biofiltro?

La velocità media dell’effluente dal biofiltro deve essere, preferibilmente, al massimo pari
ad 1 metro al secondo. La velocità del gas può variare in funzioni delle condizioni di
impaccamento e dell’età del biofiltro.

Cosa succede se la velocità di uscita del gas dal biofiltro è elevata?

Le sostanze inquinanti non restano nel biofiltro il tempo necessario per essere degradate,
quindi non si verifica l’abbattimento delle sostanze odorigene.

Che tempo di contatto deve esserci tra l'aria e il biofiltro?

Un tempo di contatto di almeno 35 secondi permette la degradazione delle sostanze
inquinanti presenti nei gas che passano attraverso il biofiltro.

Perchè l'aria inquinata fluisce attraverso il biofiltro troppo velocemente?

A causa di vie di fuga preferenziali nel biofiltro. Queste possono essere sia nel corpo del
biofiltro (per una non omogenea distribuzione del letto filtrante) che sui bordi (per la
mancata sistemazione di una guaina sui bordi che blocchi la fuga dei gas).

Cosa posso fare per diminuire la velocità?

Occorre provvedere ad un rimescolamento del materiale in modo omogeneo. In alcuni
casi, per aumentare il tempo di residenza del gas, può essere necessario effettuare un
supplemento di materiale filtrante.

Perchè il biofiltro registra contropressioni elevate, anche se è nuovo?

Tale circostanza può succedere in caso di biofiltro troppo umido: l’aria insufflata nel
biofiltro non riesce ad uscire dal letto, a causa dell’eccessiva umidità.

Quale è l’umidità ottimale del biofiltro?

L’umidità relativa dell’aria introdotta deve essere maggiore del 95%, mentre il contenuto
idrico del materiale filtrante deve essere compreso tra il 40% e il 60% (fonte: VDI 3477:
Biofilters).

Come rendo umido il biofiltro?

In due modi: immettendo l’aria ricca di inquinanti in condizioni di quasi-saturazione (U.R.
almeno al 95%), e bagnando il biofiltro attraverso un sistema di irrigazione, a getto
(preferibile) o a goccia.

Quanta acqua occorre nella biofiltrazione?

Indicativamente si possono considerare dai 40 ai 60 litri al giorno per metro cubo di
biofiltro, ma tali valori possono variare in funzione dell’altezza del biofiltro, del materiale,
del clima. Per lo scrubber invece non è possibile fornire un’indicazione a priori.

Quale temperatura deve avere il biofiltro?

Un biofiltro deve mantenere una temperatura tra 15 e 40°C.

Come misuro la temperatura dell’aria in ingresso?

Sul mercato esistono tantissime soluzioni, in termini di sonde e sensori, per tutte le tasche.
In generale si può partire da una semplice sonda con termocoppia, molto economica, fino
a strumenti più costosi e in generale più accurati, come sonde a filo caldo.

Quali caratteristiche deve avere l’aria in ingresso nel biofiltro?

L’aria deve essere prossima alla condizione di saturazione (U.R > 95%) e relativamente
calda (dai 15 ai 40°C circa).

Posso interrompere il flusso d’aria diretta al biofiltro in caso di manutenzione?

Sì, il biofiltro è un sistema biologico con una propria inerzia termica e riesce a
sopravvivere per un periodo di interruzione anche di 7-10 giorni. Eventualmente al riavvio
si può procedere con un inoculo batterico.

Qual'è il Ph ottimale di un biofiltro?

Il pH ottimale è quello neutro, quindi tra 6 e 8. Eventuali valori più bassi o alti devono
essere corretti con apposite soluzioni.

Il biofiltro ha un valore troppo acido: come posso correggerlo?

Nel tempo è normale assistere ad un’acidificazione del letto filtrante; si può prevenire tale inconveniente usando soluzioni basiche nell’acqua di irrigazione o tramite l’aggiunta di
calce.

Per tutte le tue esigenze di abbattimento odori, rivolgiti ai nostri consulenti attivi 24/24h

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